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Il metodo scientifico alla sbarra

Gli studenti del Liceo Ruffini protagonisti con un originale e coinvolgente “Processo al metodo scientifico”

Utente Loredana Biaggi

da Loredana Biaggi

Docente

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Gli studenti del Liceo Ruffini protagonisti della scena venerdì 22  maggio scorso alle 17.30 presso l’Auditorium di Santa Maria in Gradi con un originale e coinvolgente “Processo al metodo scientifico”.attori

L’iniziativa è stata promossa dal Tavolo permanente delle Giustizia che coinvolge Scuola-Università-Ordini Professionali e l’Associazione “Amici di Giurisprudenza” istituito presso il Tribunale di Viterbo. Il modulo si rifà ad un’idea originale dell’avvocato Guglielmo Ascenzi, autore di copioni che sono stati individualizzati tematicamente in funzione delle peculiarità dei singoli istituti. Ai 14 studenti del liceo scientifico “P. Ruffini”, ovviamente, è stato affidato il compito di interpretare i protagonisti del processo “alla scienza”; tra i personaggi sono comparsi grandi scienziati della storia come Galilei, Newton, Einstein, Madame Curie e Darwin, che, in qualità di testimoni, alla presenza di giudice, nel controesame tra pubblico ministero e avvocato difensore, hanno rappresentato le ragioni della scienza di fronte all’accusa. Il capo di imputazione? Può la complessità della vita essere definita entro i confini, forse angusti, del determinismo e del linguaggio della matematica? I tratti del dibattito, volutamente ironici, sono stati destinati a far riflettere studenti e pubblico. L’avvocato Ascenzi fa dire ad Isaac classeNewton: “L’universo è troppo complesso per essere governato da sole cause meccaniche o naturali”; e ancora ad Albert Einstein interrogato sull’amore: “io non pretendo di sapere cosa sia l’amore per tutti, ma posso dirvi che cosa  è per me: l’amore è sapere tutto su qualcuno, e avere la voglia di essere ancora con lui  più che con ogni altra persona. L’amore è sentirsi a proprio agio e al sicuro con qualcuno, ma ancor di più è sentirti cedere le gambe quando quel qualcuno entra in una stanza e ti sorride” La conclusione non poteva che essere la seguente: “In nome del popolo italiano emetto la seguente sentenza: pur riconoscendo l’importanza del metodo scientifico come strumento di conoscenza oggettiva e verificabile, si ritiene che esso non possa essere l’unico mezzo per descrivere l’intera realtà, perché l’esperienza umana caratterizzata da amore, gioia, dolore, felicità, sfugge alla sola osservazione e al calcolo”. Coinvolti ed emozionati i nostri ragazzi, stimolante il tema scelto dall’Avv. Ascenzi cui va un sentito ringraziamento per disponibilità mostrata, dopo aver redatto il copione,  a venire più volte presso il nostro Istituto, ad adattare il testo, a provare con  gli studenti che lo hanno accolto con simpatia ed entusiasmo e la promessa di un nuovo testo per il prossimo anno. Un grazie anche alla prof. Laura Mattioli che ha coordinato le prove insieme alla prof. Letizia Caliento.

 

processo

 

 

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